Pizza, amore coi baffi

Rigorosamente preparata a mano.
:o9

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Involtini di verza con riso e tempeth

Una delizia!
Ho cotto il riso, tagliuzzato il panetto di tempeth, condito il riso con un po’ di olio e peperoncino e sfogliato la verza.
Ho preparato gli involtini aggiungendo anche un po’ di fiocchi di latte, fissandoli con uno stecchino.
Cottura finale a vapore.

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Intervista a un vegetariano

Vegan o Vegetariano? Ovo-lacto? Che malattia è?!

La differenza tra le due tipologie di vegetarianesimo è molto semplice. Un vegano è colui che mangia soltanto alimenti di origine vegetale. Un vegetariano, diciamo standard, è colui che si alimenta sia con prodotti di origine vegetale che prodotti di origine animale, i cosiddetti prodotti “derivati”: latticini, uova, ecc.
Si dice anche ovo-lacto vegetariano per specificare che la dieta seguita include i prodotti derivati.
Non si tratta di una malattia, non è celiachia o diabete o allegia a qualcosa, si tratta di una scelta. Come sappiamo le scelte nascono da molte ragioni. Col tempo si sviluppano pensieri e comportamenti che pian piano iniziano a far parte della persona, del suo modo di vivere.

Perché questa scelta? Gusto, Etica o Filosofia? Sei buddista? Sei ecologista?
Questa scelta è un connubio di elementi che costituiscono uno stile di vita. A mio avviso uno stile di vita deve essere estremamente naturale e spontaneo. Non si può seguire uno stile di vita senza sentire che fa parte di se stessi.
I fattori che portano a questa scelta sono molteplici. Si passa dal gusto, dal semplice piacere di mangiare cose buone e dal semplice disgusto al solo pensiero di mangiare cadaveri.
Questa è anche una scelta di tipo filosofico-etico. Il rispetto profondo verso il genere degli animali, di cui facciamo parte, è un senso profondo di rispetto della propria natura. Le forme di cannibalismo sono percepite come un’offesa al principio della vita.
Le religioni spingono ad una scelta di questo tipo. Le più esplicite in questo senso sono le religioni orientali, ma sorprendentemente anche il cattolicesimo in realtà emana un messaggio di questo tipo.
L’ecologia è uno dei motivi che dovrebbe spingere verso il vegetarianesimo anche chi non sente altro tipo di motivazione. Vogliamo parlare dell’inquinamento dell’industria alimentare della carne? Degli sprechi energetici che ci sono? Di quanto ossigeno viene consumato? Di quanto viene alzata la temperatura nell’atmosfera? E non vorrei tralasciare lo squilibrio nell’ecosistema che si viene a generare. Mi fermo qui ma potrei continuare a elencare infiniti disastri ecologici dovuti alla produzione in eccesso di carne.

Ho capito ma lasciamo che siano vegetariani coloro che abitano in oriente, noi occidentali non potremmo mai fare una scelta pura.
Perché? Tutti gli umani possono fare questa scelta. Primitivamente l’uomo era vegetariano, la struttura del nostro apparato digerente è tipica degli animali vegetariani. In tutto il mondo la cosa più semplice più economica e più banale da trovare sono alimenti di tipo vegetale. Si tratta solo di attivare il cuore e sentire che cosa mangiamo, e di attivare il collegamento che c’è tra occhi e cervello per rendersi conto di che cosa c’è nei reparti frigo dei supermercati.

Il pesce lo mangi però . . . ?
Ecco. Ci risiamo. Mi stai dicendo che il pesce non è carne giusto? E nemmeno i crostacei o i molluschi. E’ quello che stavi pensando, vero? Sono tutti animali, un vegetariano non li mangia gli animali morti. Su un po’ di elasticità mentale! ;oP

Ma anche i vegetali sono esseri viventi. Eh! Eh! Con questa ti ho fregato :oP
Certo che i vegetali sono esseri viventi, pure i microbi e i batteri che non sono visibili ai nostri occhi lo sono. I vegetariani non mangiano gli animali perché vengono reputati come nostri simili. Gli umani non sono vegetali, sono animali.
Hai mai visto gli occhi di una vacca che sta per essere macellata?
Ti sembra la stessa cosa che tagliare un cesto di insalata dall’orto per caso?

La dieta vegetariana non è completa.
Non rispondo nemmeno a questa domanda. Ogni tipo di dieta può essere sbagliata, se non bilanciata nella maniera corretta. Quanti carnivori mangiano verdure a sufficienza?!
Documentarsi per cortesia. Ci sono i siti delle associazioni di medici nutrizionisti di livello internazionale che mostrano trattati scientifici sull’alimentazione vegetariana.
E’ dimostrato che paradossalmente una dieta vegetariana può essere molto più bilanciata e completa di una dieta di un cosiddetto “onnivoro”.
Documentandoti scoprirari che esistono numerosissimi falsi miti dell’alimentazione.

Va be’, ma nemmeno voi vegetariani siete perfetti. Tanto vale mangiare di tutto, tanto tutto è contaminato oggigiorno. Se non è tossico è cancerogeno.
Sono d’accordo, non sappiamo più se la qualità di ciò che mangiamo sia attendibile. Però prova a pensare a quanti grassi insaturi possiamo ingerire mangiando carne, e quante tossine che vengono depositate nei tessuti dall’organismo dell’animale mentre viene abbattuto in stato di terrore… bè almeno sappiamo che una parte di sostanze nocive le possiamo evitare. C’è anche da dire che un alimento vegetale è molto più facile da autoprodurre, per esempio nell’orto di casa, percui c’è una probabilità in più per mangiare cibi più naturali.

Con l’energia come la mettiamo? Io faccio sport e ho bisogno di carne a volontà!
Errore, banale errore. Per l’energia servono i carboidrati. Ciò che viene codificato come energia in realtà non è assunto dalla carne. Le proteine servono per la ricostituzione dei tessuti muscolari, e non servono per lo sforzo dello sportivo. Semmai servono per la fase di ricostituzione cellulare che avviene durante il sonno. Le proteine vegetali sono un valore nutritivo naturale e completo per questo.

E’ una moda. Tra un po’, quando sarai abbastanza adulto, smetterai con questa dieta.
Questa è una frase tipica che il vegetariano giovane si sente dire molto spesso. Io personalmente l’ho, stranamente, sentita da un mio amico e compagno di classe. Mi diceva che quando sarei diventato adulto avrei smesso con questa scemenza da adolescenti… non aggiungo niente, dico solo che sono passati quattordici anni e ancora non ho smesso. Forse non sono ancora adulto? :os

E la vita sociale? Come fai a mangiare fuori da casa? Al ristorante cosa mangi?
A dire il vero quattordici anni fa era un po’ difficile far capire a un cameriere o a un cuoco di ristorante che cosa preparare. Finivo sempre per mangiare uova sode o pasta in bianco o insalata mista e una marea di formaggi. Oggi le cose sono cambiate, fortunatamente la cultura culinaria si è evoluta e molti ristoranti hanno addirittura il menù con specialità vegetariane ben evidenziate. Molto spesso quando mi presentano le portate i commensali carnivori sono invidiosi per quantità e qualità delle pietanze. Quindi una bella pernacchia a chi pensa che i ristoranti non siano accessibili ai vegetariani :o)
Devo però dire che ci sono alcune zone dell’Italia che sono ancora retrograde e risulta arduo far intendere che non si vuole né carne né pesce nel piatto. Ma una soluzione la si trova sempre. In ogni caso rimane una buona opportunità per aprire un po’ gli orizzonti della cucina del locale dove ci si trova. Così magari qualche altro vegetariano potrà essere servito come si deve. :o)

Il corpo umano è geneticamente strutturato per essere onnivoro!
Errore. Sia l’apparato digerente che la dentatura sono strutturate come quelle degli erbivori. Documentarsi!

Con i vestiti e gli accessori in pelle come la mettiamo?
In questo ambito è molto più difficile rispettare lo sfruttamento degli animali. Sicuramente meglio prediligere tessuti vegetali come cotone, lino o sintetici da riciclo come pile e gli altri sintetici. Il problema più grande è trovare le scarpe che non siano fatte in pelle, soprattutto quelle invernali.
Purtroppo per quanto provi a impegnarmi, personalmente non riesco ad evitare tutti gli indumenti fatti di pelle, ma cerco di comprarne il meno possibile e di farli durare il più possibile.
Per fortuna però noto che ultimamente si dà molto spazio all’ecopelle e altri materiali più rispettosi. Per fortuna.

Ma tu cosa ne sai di tutte queste cose? Non sei mica un medico né uno scienziato.
Bè mi sono informato negli anni, tengo sempre un occhio critico e cerco di tenermi aggiornato. Insomma faccio del mio meglio.
Ovvio non sono né un medico né uno specialista e non pretendo di dimostrare scientificamente ciò che sostengo, anche perché c’è già chi lo fa. Ovviamente nessuno sa quale sia la scelta perfetta, ma tutti sanno che ognuno deve fare la propria, senza per forza seguire la più comune o quella tradizionale.

Sono vegetariano da quattordici anni e molto spesso mi trovo a rispondere a domande o ribattere a critiche ripetitive, guidate dalla comune abitudine di una convenzione alimentare.
Ho scritto una intervista che ho fatto a me stesso con l’intento di rispondere alle solite domande e perplessità dei nostri amici carnivori. Questo articolo è nato come giocare ma anche per informare chi non si è mai messo a confronto con il vegetarianesimo. Il tono di questa intervista è un po’ provocatorio, volutamente. Ovvio che ognuno può fare ciò che vuole e mangiare ciò che crede sia meglio.

Non è mia intenzione convincere nessuno, né fare propaganda.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto. Sarei grato di ricevere qualsiasi tipo di commento. Hai qualche domanda in più? O vorresti approfondire insieme a me un argomento?

Vegetarianesimo?

Una scelta
Oggi tratto di vegetarianesimo: una scelta e uno stile di vita che molte persone hanno adottato (me compreso) e che stanno adottando sempre più in maniera più o meno drastica. Un buon proposito è aprire una piccola finestra su questo mondo, a molti sconosciuto, per vederci un po’ dentro, giusto per curiosità e anche per divertimento. Non intendo assolutamente parlare di vegetarianesimo in maniera scientifica, cercando di approfondire ogni sfaccettatura su ogni argomento relativo. Per questo c’è Wikipedia, ci sono i siti specializzati e medici e studiosi che sono in grado di trattare l’argomento in maniera più specifica.
Il mio intento è parlarne da persona comune, da un punto di vista comune, con semplicità – non con ignoranza – insomma “con gli occhi dell’uomo di strada” che vive le cose, non ci studia troppo sopra, ma non per questo le conosce meno dei teorici.
Tutto iniziò così
Per me tutto è cominciato durante l’adolescenza, quando ancora frequentavo le superiori. Vivevo già in una situazione alimentare e filosofica particolare. Non sentivo di far parte di coloro che mangiano tutto, anche se a quel tempo mangiavo più o meno “tutto”. Per pura casualità, giusto perché ero cresciuto così, senza nessun interesse per guardare ad altre alternative.
Mi ha sempre fatto pena vedere animali sgozzati nelle vetrine della gastronomia, e poi imballati e stoccati come articoli industriali usa e getta. C’era una vocina dentro la mia testa che ripeteva, così come oggi ripete: “Sono animali come noi, non possiamo trattarli così!”. Questo disagio continuava a rosicchiare il mio senso di civiltà e il mio sentirmi umano ma anche animale, abitante della terra ma soprattutto elemento della natura che come esso deve rispettare il ciclo biologico dell’ecosistema in cui viviamo (che non è esattamente industrializzare la produzione di carne, ma mangiare ciò per cui il nostro organismo è fatto, così come fanno tutti gli altri animali ed esseri viventi).
Una scoperta per me fu nei confronti di ciò che faceva una mia compagna di classe, arrivata peraltro da un’altra scuola all’inizio della terza superiore. Era una tipa tutta strana, con i capelli arancioni, la treccina lunga dietro la schiena. Portava tutti vestiti di cotone. E i suoi scarponcini, quelli Dr Martins (se non ricordo male il nome di quella firma), rosa con i buchi in cima, in ecopelle. A dirla così sembrava una stracciona, in realtà non appariva come si potrebbe capire dalla mia descrizione. Il suo modo era semplice. Ma la cosa che più mi colpi è che era vegetariana, ma non solo, era pure seguace di Krishna!
Rimasi sbalordito da quella parola ‘ma che roba è?!’ continuavo a ripetere tra me e me. La mia curiosità venne stimolata e nella mia giovane ignoranza scoprii che c’era tutto un mondo che addirittura esisteva da millenni e dava voce a ciò che sentivo dentro di me. Scoprii allora che facevo parte di un gruppo più ampio, o forse esterno, a quello in cui ero nato, intendo mentalmente e filosoficamente.
Fu così che questa mia compagna di classe mi introdusse alla visione che aveva lei del modo di vivere e della scelta alimentare che seguiva.
Iniziò così il periodo di riflessione e di rivoluzione interiore che mi portò alla scelta di oggi. Non mi adeguai alla scelta alimentare da subito, non la sentivo ancora parte del mio stile di vita, né tanto meno mi avvicinai alla religione a cui ero stato introdotto. Sono sempre stato un po’ allergico a seguire i gruppi religiosi. Mi basta assaggiare e sentire il sapore del significato o dei significati filosofici che ne sono la base.
Rivoluzione alimentare
La rivoluzione era iniziata e ogni volta che mi trovavo di fronte a un piatto pronto, o al supermercato, la mia attenzione era catturata dai principi del buon vegetariano. Una parte di me si era messa ad analizzare la mia vita con gli occhi del monaco buddista e del vegetariano e mi davano un resoconto di come apparivo dietro a quelle lenti. Ogni volta mi ponevo la domanda ‘a quale parte senti di appartenere?’. Le consuetudini comportamentali rispondevano sempre allo stesso modo, risposta conservativa ovviamente. La mia parte interiore rispondeva in maniera positiva alla rivoluzione in atto.
Cambiò il mio punto di vista e il modo di concepire e percepire i concetti “commestibile”, “onesto”, “salutare”, “cannibalismo”. Il mio senso di appartenenza all’universo iniziò a prendere forma e a influenzare tutto il resto.
Non sono mai stato un mangiatore di pesce, percui quello era già eliminato a priori dalla mia dieta. La carne rossa, quella cotta e soprattutto in maniera troppo elaborata, cominciò gradualmente ad essere abbandonata dalle scelte per il mio menù. Ci fu un periodo che mangiavo praticamente soltanto i cosiddetti “affettati”.
Nel frattempo studiavo, mi informavo sull’alimentazione, sugli equilibri, le sostanze nutritive, sulla validità scientifica di questa scelta. Qui fu la seconda scoperta sensazionale: c’era una immensa fetta di mondo scientifico dedicato da decenni al vegetarianesimo. Numerose associazioni a livello nazionale e internazionale, gruppi di nutrizionisti, omeopati, maestri zen: un universo a sé.
Come in tutte le cose scoprii anche che il vegetarianesimo è soggetto alle lobby del capitalismo (secondo la mia opinione) e che ci sono altrettanti gruppi tradizionali che mantengono stretto il legame con l’alimentazione industrializzata. Quello che mi stupisce di più è che ho letto o sentito molti medici parlare in questo senso, anche se la grande maggioranza non contraddice mai a pieno la valenza della scelta di una dieta vegetariana, soprattutto quando si parla di oncologia (il fatto che Umberto Veronesi sia vegano, non significa niente?!).
Colpo di Grazia
All’apice della mia rivoluzione interiore ci fu un evento che io personalmente chiamo “il colpo di grazia”, giocando sul fatto che protagonista di questo episodio fu mia zia che destino vuole si chiamasse proprio Grazia. Questo evento segnò drasticamente il mio passaggio totale alla dieta vegetariana.
Era l’ormai lontano 1998, un giorno di fine estate, forse una domenica. Mia zia invitò la mia famiglia a pranzo nella sua casa sopra quella di mia nonna. Gli zii trascorrevano lì vacanze e festività, periodi in cui spendevamo molto tempo tutti insieme. Quel giorno mia zia decise di cucinare una specialità romana, la famigerata “coda alla vaccinara” (ancora oggi quando ne pronuncio o scrivo il nome mi viene il nodo all’esofago, con uno stimolo poco piacevole da raccontare). Praticamente si tratta di uno stufato di coda di bovino (bue, vacca – una coda di mammifero insomma) condito con varie verdurine. Dentro di me ribolliva ogni singola frase letta, ogni pensiero e ogni sentimento che avevo maturato in tutte le ricerche che stavo facendo. Ricordo l’odore nauseabondo che mi toccò lo stomaco. Non riuscivo a mettere in bocca nemmeno un pezzo di coda. Provai a forzarmi, ne assaggiai uno ed ebbi molta molta difficoltà a non sputarlo. Il mio pranzo si ridusse a mangiare i pezzetti di sedano e le carotine che erano il semplice contorno di quel brutale cibo, ma per me non erano mai stati così buoni.
Mi sentivo disgustato dal cibo-non-cibo che avevo mangiato fino a quel giorno. Disgustato da me stesso per non aver aperto prima gli occhi.
Uscii a respirare aria pura da ogni odore di cadavere cucinato. Rimasi in silenzio tutto il giorno.
La scelta era consolidata.
Quel giorno raggiunsi il punto di non ritorno e presi pienamente posizione, mentalmente ma anche “percettivamente” dall’altra parte. Ero diventato completamente Vegetariano e di principi Buddisti, riconoscendo così quali definizioni venivano riconosciute nel mondo per il mio modo di essere e di vivere, oltre che sentire e pensare.
Pensateci, forse questa scelta fa parte un po’ di tutti . . .