Vaffascrivere

Mille argomenti, mille idee e tanti propositi.

Una nube oppure un groviglio che non si scioglie.

Un pettine incastrato che cerca di mettere un po’ di ordine, parole su righe.

Stati d’animo e contenuti, sintesi e mancanza di idee.

Metafore e ossimori, il groviglio aumenta.

La ricerca di spunti, articoli, libri, Wikipedia, blog su blog.

La lettura vince sulla scrittura.

Se non leggi non scrivi, e non c’è più vera verità con una unica eccezione.

Se non scrivi non scrivi.

Ma se non riesci a pettinare il groviglio dei fili e delle trame, allora continua a leggere che forse è meglio.

Annunci

La battaglia del non scrivere

Nella lunga battaglia dello scrivere ci sono molti ostacoli. Quasi per abitudine si ha nella testa di voler scrivere, scrivere e scrivere ma poi non lo si fa.
Non è così?
Alla fine assumiamo una dose di coraggio e creiamo uno scritto che parla dello scrivere, ma poi niente di realmente creativo. Soltanto un modo per sbloccare gli ingranaggi della fantasia che dopo essersi rimessi leggermente in moto si fermano nuovamente, stanchi e assonnati.
Il nemico numero uno è la mancanza di Costanza, non parlo di mia nonna, ma dell’energia di ripetere la stessa azione in maniera sequenziale.
Troppi eventi non previsti, troppe scuse basate sul tempo e sugli altri, ma mai su noi stessi e la pesante pigrizia che ci comanda. E così tiro fuori ancora un testo del genere.
Noioso?
Retorico?
Banale?
Sì, ma veritiero.
L’unica vera costanza che confermo di avere è quella della procrastinazione degli obiettivi sulla scrittura.
Ci sono tante altre cose che prendono il sopravvento e acquisiscono priorità più elevata, portando via le ore.
La conclusione?
Con una domanda: desidero realmente scrivere?

La risposta continua ad essere sì, anche se in pratica non lo faccio. Ma se ho il tarlo della scrittura che martella i pensieri significa che il desiderio di scrivere c’è ed è forte e consistente.
Altresì sono forti e consisenti anche le ragioni per cui rimango bloccato. E così si prosegue per un loop infinito, o quasi.

Anche tu sei coinvolto in questa lotta?

La scrittura richiede allenamento e motivazione

Durante lo scorso week end mi sono dedicato alla ricerca di nuovi strumenti per la scrittura e nuove motivazioni per cercare di scrivere con continuità.

Lo sappiamo tutti che scrivere bene richiede tanto esercizio, sia di lettura che di scrittura stessa. Soltanto un duro allenamento permette di migliorarsi e raggiungere risultati. Tanto tempo, tanti esercizi, un lungo allenamento.

Non posso fare altro che collegare subito questo concetto con l’allenamento sportivo.

Ed ecco la domanda: che cosa può essere motivante nello sport? Ovvio, la misura delle proprie sessioni di attività e la possibilità di mantenere un registro nel tempo per valutare se ci stiamo impegnando a sufficienza e se riusciamo a miglioare.

In questo periodo mi sto allenando nel nuoto e nella corsa, e la cosa più divertente e motivante è misurare le distanze percorse e il tempo impiegato, il ritmo, il percorso, la velocità, ecc.

Ovviamente la qualità della scrittura non può essere misurata con asettici valori mumerici, ma un piccolo aiuto lo possono offrire almeno per non farci arrendere alla incostanza.

Ebbene, googlando e leggendo vari blog e siti ho trovato l’idea di uno scrittore americano, che ha creato un metodo personalizzato per tracciare il proprio lavoro di scrittura.

Ringrazio dunque Jamie (http://www.jamierubin.net) per il suo Google Document Writing Tracker (https://github.com/jamietr1/google-docs-writing-tracker).

L’idea di Jamie è di utilizzare Google Documents e le funzioni offerte per creare script eseguibili con i GDocs. Lascio a voi la scoperta nei dettagli attraverso il link che ho indicato poche righe fa. In sintesi, questi script creano dei report automatici che possono essere inviati alla propria email o magari all’account Evernote, oltre che registrare il tutto in uno spread-sheet.

I report sono di due tipi:

  • il primo indica il numero di parole scritte il giorno precedente, la quantità di giorni consecutivi in cui si è scritto e li confronta con i giorni passati dall’inizio della registrazione.

  • Il secondo report riporta il testo dei file sui stiamo lavorando attualmente evidenziando in rosso le parole eliminate e in verde quelle aggiunte rispetto al giorno precedente.

A me è sembrato semplice e spettacolare allo stesso tempo. Esattamente ciò che stavo cercando per trovare un po’ di motivazione nello scrivere abitualmente.

L’unico compromesso riguarda avere un account Google, utilizzare Google Documents per scrivere (applicazioni compatibili con tutti i dispositivi e sistemi operativi) e conoscere la lingua inglese.

Se poi vi servisse qualche aiuto per tradurre in italiano, chiedete pure che lo faccio volentieri.

Allora, cosa ne pensate?

Esercizi di scrittura, ma che roba è?

Spinto a cercare qualche appiglio, qualche stimolo o qualche nuova idea per sbloccare le parole, ho iniziato a curiosare qua e là nella rete per trovare qualche articolo riguardo agli esercizi di scrittura.
Ho trovato alcune cose interessanti e stimolanti, mi sono imbattuto con opinioni contrastanti.
Devo dire che i luoghi comuni avvolgono anche questo argomento, anche se sono convinto che in questi “posti” ci sia del vero. O non potrebbero essere così comuni.

Tra i vari siti e blog che ho visitato, i numerosi articoli svelano che in giro ci sono molti amanti della scrittura ma soprattutto praticanti e per fortuna anche molti svogliati e sbandati come me che girovagano e leggono e si distraggono e poi lo dichiarano scrivendo articoli sulla scrittura stessa.

Tra le altre cose trovo affascinante il loop in cui ci immergiamo scrivendo della scrittura. Si scrive certo, ma non in maniera fantasiosa e libera di argomenti reali, bensì dell’atto stesso che vorremmo praticare in maniera completa.
Alla fine dell’ultimo lap probabilmente viene fuori anche un simpatico (leggi leggibile) brano . . . che comunque banalmente parla solo della scrittura senza scrivere veramente . . . anche se è scritto.
Un bel groviglio vero? ;o)

Dicevo, ho trovato dei consigli interessanti, alcuni validi per chi scrive veramente e alcuni validi per chi dice di scrivere e poi lo fa soltanto ogni tanto e con poche speranze.

Pennablu.it ha presentato una serie di concorsi con cui ci potremmo cimentare con brevi racconti che vengono proposti con idee sfiziose. C’è chi consiglia anche di scrivere storie con il caffè come espediente. Si possono creare racconti a partire da alcune parole strane selezionate da un glossario. Persino da una poesia creando una storia partendo dalla trama – criptica – che il poeta ci propone.

Storiacontinua.com propone una vasta serie di articoli per cimentarsi nella scrittura in maniera molto orientata al racconto e quindi a tecniche ben precise.

Scriverecreativo propone una serie di incipit tramite immagini e qualche frase. Tipo “apri una rivista e fatti incuriosire da cosa vedi”.

Ho trovato interessante anche l’idea presentata qui di mettere in pratica gli esercizi di stile di Queneau.
Sinceramente ho avuto un istinto di rigetto considerando il testo scelto come esempio (contro la politica in generale. Noto anche una sibillina nota di “leccaculaggine” – senza offesa per l’autore).
In altre parole, mi è risultato più gradevole la presentazione che ho trovato qui e molto utile la traduzione in italiano dei testi qui.

Ci sono miriadi di riferimenti in giro, in questo articolo ho selezionato quelli che mi piacevano di più. In molti casi il salto tra il semplice esercizio di scrittura e la proposta di un corso su come si fa a scrivere un libro, è molto breve e devo dire che leggerli fa bene alla cultura dello scrittore.
Ma poi va a finire che leggiamo per ore, senza scrivere!

L’idea che mi sono fatto e di cui sono sempre più convinto è che la tecnica sia importante. Dovremmo conoscere ogni tecnica della nostra disciplina, anche solo – o soprattutto – per evitare di utilizzarla. In certi casi fa bene evitare troppe regole o meglio deviarle consapevolmente, no?

Sono anche sempre più convinto però che la scrittura sia frutto di fantasia e osservazione personale. Deve secondo me essere l’espressione spontanea e autenticha dello scrittore. Pure il linguaggio deve essere personalizzato.

Ovvio che per avere padronanza e libertà nell’uso delle parole si deve prima saper utilizzarle in maniera accademica e poi possiamo permetterci di evadere dalle regole.
Sì lo so, sembra quasi un spot di guida sicura ma in realtà penso che sia vero. In ogni tipo di espressione artistica si inizia ad utilizzare gli strumenti fino a saperli maneggiare in maniera professionale, poi soltanto dopo si può esprimere con pieno significato e in maniera profonda ciò che volgliamo esprimere.

Taglio qui e dico che secondo me dovremmo scrivere senza troppe regole, lasciare spazio alla creatività e ai sentimenti oltre che allo spirito di osservazione e alla capacità di disegnare a parole ciò che sentiamo.

Lasciamo stare le tecniche e le regole a chi ha da vendere la scrittura, o a chi per lavoro fa il critico e il talent scout. Noi dobbiamo solo scrivere.

Ecco, sono arrivato al punto in cui la tecnica del buon blogger provetto, che ha studiato il corso di comunicazione efficace, comanda un richiamo all’azione per concludere l’articolo. Ma io me ne frego.
Fate quello che vi pare.

;oP

I migliori tool per scrivere

Le ho provate tutte.
Computer, iPad, iPhone, i migliori word processor. Sono passato alle applicazioni con interfaccia minimale, con sottofondo musicale.
Le ho provate veramente tutte e mi sono fatto una cultura su tutti gli strumenti possibili che sono stati creati per chi ha la passione dell’uso delle parole (include scrittura, ma anche lettura, raccolta appunti, organizzazione di idee).

Ho scoperto un bel po’ di strumenti utili e ben progettati e ne ho fatto tesoro. La questione rimane però che si finisce per passare tutto il tempo a fare ricerche e scoprire cose nuove e alla fine si viene distolti dalla reale attività che ci siamo imposti all’inizio: scrivere.

Ci sono troppe fonti di distrazione al giorno d’oggi. Televisione, internet, cellulari e tutto il resto ci sottraggono quel poco tempo libero che rimane.

Sono arrivato alla conclusione che se voglio scrivere devo isolarmi mentre lo faccio. Quindi tutto spento e tutto disconnesso (tranne il telefono, quello è troppo importante).

TV, la rete, la radio, i giornali sono importanti fonti di ispirazione e sorgenti di informazioni per le ricerche. Allo stesso modo tutte le applicazioni e dispositivi elettronici sono strumenti utili e indispensabili per la stesura, editing, raccolta informazioni, archivi vari, condivisione, ecc.

L’unico modo per scrivere, creare qualcosa di nuovo, valido, vero, profondo, personale e alla fine piacevole da leggere è prendere i primitivi “carta e penna” (anzi, matita) ma soprattutto isolarsi da ogni fonte di distrazione.

Insomma: fermare la mente per far scorrere i pensieri. Mettere i piedi per terra e camminare, un passo alla volta, ascoltando il rumore che facciamo.

Lontano dalla baraonda.

20140703-082112 PM-73272527.jpg

Com’è difficile scrivere

Sentire il desiderio di scrivere e non essere capaci di iniziare a farlo.


Credo che questo sia il problema principale con cui molti aspiranti scrittori hanno a che fare. Purtroppo la scrittura non può essere la nostra attività principale e dobbiamo sempre trovare un compromesso con tutto il resto. Senza contare la predisposizione mentale alla creatività, necessaria per produrre uno scritto. La creatività e la spontaneità riescono a tirar fuori la parte di noi in grado di dar voce al bisogno di raccontare.
Il racconto, quello spettacolare insieme di parole, come in un ballo di gruppo danzano e volteggiano, si intrecciano e conducono il lettore verso l’acquisizione del significato.


E se parlassi di scrittura come un metodo di comunicazione indiretto universale paritario e libero, sarebbe completa questa definizione? No, se non accompagnata da una pubblicazione che ne rispetti gli elementi che ne costituiscono la natura.
Scrittori lo siamo tutti, la differenza sta tra chi scrive e chi non scrive, ma soprattutto tra chi scrive e chi scrive e pubblica.
Per fortuna è stato inventato internet che ha accorciato le distanze – anche se c’è chi pensa che le abbia allungate, ma in altri contesti forse è pure vero – e ha aperto nuove possibilità.
Rimane solo un po’ di sconforto e senso di oppressione quando si scopre che l’arrivismo e la mania del guadagno toccano anche questi ambienti. Sono anche convinto però che i più “umani” riescano a non dare troppa importanza a questi aspetti.


Mente stanca, pigrizia, stanchezza fisica, preferenza per la lettura.
Molto spesso questi nemici – ma anche altri – ci assalgono e non permettono che ci mettiamo a scrivere.
Direi anzi che è più corretto dire “permettiamo che ci impediscano di scrivere”.


Ma esiste il famoso blocco dello scrittore? Oppure è una scusa come tutte le altre? O meglio chi non scrive non può subire il blocco dello scrittore? O chi scrive non lo subisce mai perché scrive, appunto? O sono soltanto stupidi giochi di parole?


Credo che esistano scrittori in blocco. 


Giochi di parole: modi simili per esprimere due cose diverse, contorsionisticamente identici alle frasi dirette e schiette :o)


Allenamento e costanza è ciò che serve.
Fatica di scrivere a penna e fatica di accendere il computer. Il palmare è troppo lento come metodo di scrittura. Il cellulare non ha il software per word processing. Ma che palle! Quante scuse!


Molto spesso mi viene tanta voglia di scrivere.
Scrivere di me, del mondo; scrivere fino all’infinito, soltanto scrivere. Il fatto è che ho lo stimolo ma poi subisco sempre un blocco. Mi piacerebbe tirare fuori un bel libro da questa mia zucca. Sarebbe bello poter riuscire a descrivere anche soltanto in maniera superficiale quello che vivo. Non è così facile. Non mi piace dire “sarebbe bello”, purtroppo talvolta ci sono portato. Colpa della retorica tatuata in ognuno di noi? Certamente no, non c’è retorica che tenga i lavaggi di testa che subiamo. Mi piace scrivere e se lo faccio di buon umore salta fuori qualcosa che mi piace e che vorrei far leggere per far passare il tempo a chi ne ha voglia. A chi ha voglia di percorrere intrecciati sentieri attorno a idee di seta che possono esistere ma che vengono spazzate via da un soffio. Mi vengono in mente tante mai cose. Dalla più seria alla più buffa, alla più stupida e sentita frase di sbieco.
Mi piacerebbe creare degli scritti diagonali dove tutto ciò che è dritto in realtà si schianta nella prima sponda per poi rimbalzare in un mondo dove le semplici scintille sono in realtà  incendi straordinariamente microscopici. Con una spudorata ma fine ed attenta contorsione di parole si può richiamare qualsiasi emozione e spalancare anche i cuori più chiusi e incuriosire i più distratti tipi di mente. Dovrei saper scrivere talmente male, ma così male da raggiungere l’estremo aureo di questo mestiere dove vince il volontario perditempo che ha sempre un cuore che batte e una mente che viaggia di continuo a cercare di conoscere i cuori della gente.