Percezione della realtà

La realtà in cui viviamo è difficile da definire, così come è difficile definire ogni cosa che fa parte integrante della nostra esistenza e dalla quale non riusciamo a distaccarci per avere una visione oggettiva. Reale.

Mi trovo molto spesso in situazioni in cui è facile osservare come ogni persona interpreti la stessa cosa in maniera del tutto diversa dalle altre.

Il solito groviglio di fattori che generano questi intrecci di manifestazioni di menti umane si presenta ai miei occhi. Soggettività, oggettività. Emotività, razionalità. Storia personale, esperienze, cultura, pregiudizi. Limiti, resistenze, difese. Logica, irrazionalità.

Ognuno vive la realtà con il proprio bagaglio, con i propri occhiali e ognuno è immerso nel caos inconsistente che si genera. Il grande mosaico umano. Ognuno vive dentro di sé manifestazioni diverse della stessa realtà, degli stessi eventi e degli stessi elementi naturali.

Tutti questi meccanismi si muovono in maniera silenziosa e in maniera subdola generano le interazioni umane. Anzi che dico, le interazioni di ogni essere vivente.

Sulla base di questi fattori e delle reazioni che ognuno ha, siamo arrivati alla generazione del linguaggio, della necessità di esprimersi, confrontarsi e generare una relazione.

Districare questo intreccio è praticamente impossibile e mi domando come sia possibile trovare un’armonia in tutto questo. Il brulicare del caos, di tutte queste interazioni, genera un suono, un brusio di fondo che pian piano si dissolve, assorbito dall’impassibile realtà delle cose.

Non so dove voglio arrivare con queste osservazioni, credo da nessuna parte. Sono anche ovvie, naturali, fanno parte del mondo da sempre, fin dai tempi dell’uso della clava. Proprio per questa loro presenza, continua e persistente, è spontaneo notare osservare parlarne.

Percepire le cose in maniera differente ci porta spesso a confrontarci e ad avere opinioni molto contrastanti.

 

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Inquinamento mentale

Ho la sensazione di avere la mente inquinata.
I pensieri sono sommersi da decine di notizie, slogan, citazioni, voci che parlano con ritmo incalzante, sigle pubblicitarie che si insinuano tra i neuroni, immagini, icone, spot.
Un vero marasma.
Come se un fango di parole immagini e suoni avesse invaso gli ingranaggi del cervello e non potessero lavorare al ritmo naturale.
La fatica che faccio a concentrarmi e a tollerare tutto questo non è da trascurare.
Facile concludere il ragionamento con il fatto che il sistema ci stia manovrando come degli esseri incapaci di essere autonomi e che la legge del marketing vige a trecentosessanta gradi.

Giusto, è proprio così, ma anche saperlo non basta, non fa cambiare le cose.

Prenderne coscienza è già un buon inizio, senza dubbio, ma tra questo e agire per disintossicarsi ce ne corre.

Il principio della gabbia mentale che si crea è lo stesso della dipendenza. Mi sento assuefatto da tutto questo mucchio di slogan e citazioni. Tuttologi che ti vogliono vendere qualcosa, e pure persone che non vendono ma che sono talmente infangati nel sistema che lo alimentano a loro volta con messaggi pubblicitari e autoconvinzioni del futile.

Come uscirne?

Silenzio
Musica
Natura

Ristabilire le difese naturali della propria esistenza da umano. Riacquistare il contatto con l’intimo e con la natura riporta tutto all’equilibrio e all’armonia di cui tutti abbiamo bisogno per sopravvivere.

Tutti? Magariii… Purtroppo sembra siano in molti a trovarsi in armonia sverniciando i coglioni agli altri con l’insistenza dell’inutile.

Come uscirne?

Bella domanda.

Comprendere a fondo le persone

La cosa più difficile è comprendere a fondo le persone.

Ci sono dei meccanismi misteriosi che comandano i pensieri e le azioni. In certi casi sembra che alcune persone perdano il contatto con il proprio essere.

In realtà probabilmente non è così, a cambiare non è la persona, ma semplicemente il suo comportamento che si adatta in qualche modo alla situazione che si presenta. Nessuno affronta le varie peripezie della vita allo stesso modo di un altro e nemmeno lo fa sempre allo stesso modo egli stesso.

Siamo individui generati dalla combinazione di tanti elementi tutti diversi tra loro, a partire dal DNA per arrivare al carattere e le esperienze di ognuno. È praticamente impossibile che due di noi siano uguali. Non succede tra i gemelli monozigoti, figuriamoci tra gli altri.

Proprio di questo immenso gioco di combinazioni ci troviamo a dover districare il bandolo per comunicare, condividere e convivere, comprenderci.
Per riuscire a comprenderci ci sono forse meno probabilità che di vincere tutte le lotterie del mondo in un colpo solo. Proprio per questo quando accade che ci comprendiamo veramente è un regalo prezioso e inestimabile.

Questo regalo è custodito nello scrigno più profondo.

Professione “tiranculo”

Se ancora per questa specialità non è stato redatto un albo professionale, sarà fatto tra qualche anno.

Di sicuro i professionisti si chiameranno tiranculi.

Specialità di settore: voltafaccia ripetuto con cambio di vento in poppa e falsità manifesta.

La disciplina sarà presto una scienza e creeranno un corso di laurea.

Paraculo junior, triennale con tirocinio e tesina finale.

Paraculo specializzato, con indirizzi differenziati: tiranculo spiroidale, paraculo acrobatico, tiranculo altezzoso, paragnosta teatrale.

Si tratterà di una facoltà multidisciplinare con tante ore di pratica e corsi di trapanatura-di-coglioni-altrui, falsità-comportamentale, perbenismo-ipocrita e conformità mentale.

Il corso sarà a numero chiuso, per cercare di contenere l’eccesso di professionisti nel settore.

Sarà poi concessa laurea ad onorem per coloro che dimostreranno doti naturali comprovate.

Sbocchi: lavoro sicuro in diversi luoghi.

Il corso di laurea produrrà dei profili formati a tutto tondo, di diversa consistenza e attitudine a uscire con sforzo.

Ok, al tre tiriamo lo sciacquone e passiamo ad altro.

Sii te stesso tanto non cambia niente

Essere se stessi ripaga, sempre.
Questa si che è una verità, lo dicono tutti, è sulla bocca di tutte le persone. Wow!

Forse è proprio questo il problema, si tratta di un luogo comune, una frase che molti pronunciano quando cercano di convincersi di esser in un certo modo, quando invece sono palesemente il contrario. Essere se stessi è lo slogan del Secolo, anzi no del Millennio, no del decaMillennio, ma che dico? Del kiloMillennio… No, no del MegaMillennio…
Devo seriamente continuare?

Facile a dirsi, come molte cose. Ma per poter essere se stessi, per prima cosa bisogna sapere chi siamo, o no?
Ecco, da questo punto decade il luogo comune, quindi se fai parte delle persone che dicono di essere se stessi e lo pubblicizzano a iosa, bè smetti di leggere o ti offenderai.

Le persone che realmente riescono ad essere se stessi, sono veramente in poche. Sono rari esseri in via di estinzione. Sono persone che hanno un alto livello di confidenza con sé stessi, conoscono il proprio carattere e ne accettano anche le parti più negative. Sono persone che riescono a convivere con la propria personalità e che non potrebbero separarsene, mai. A nessun costo.
Questi individui, non baratterebbero la propria natura nemmeno per tutto l’oro del mondo. Sono persone che amano la propria vita, il proprio io e in maniera naturale sono se stessi, in ogni circostanza. Senza compromessi. Senza poter evitare di farlo.
Sono persone che quando si trovano a dover fingere o a dover indossare una maschera di circostanza, accusano prurito al culo, al cuore, agli orecchi e non vedono l’ora di uscire da quel contesto innaturale, finto.
Sono le persone che non fingono mai, che non sono mai come su un palco. Sono quelle persone che odiano gli attori e che ne percepiscono la falsità a distanza, anche fuori scena.

Le persone che sono realmente se stessi hanno una vita molto difficile.

Se sei te stesso devi pagare il prezzo della spontaneità, assaggiare il sapore amaro della critica e della presunzione altrui. Sarai giudicato. Verrai accusato di non essere una persona leale, di essere scortese o addirittura aggressivo, soltanto perché difendi la tua libertà di essere . . . te stesso.
Sarai visto come egoista e arrogante, soltanto perché non dici sì se non ti va o non sei d’accordo.
Sarai marchiato come asociale soltanto perché scegli di non stare in compagnia di persone che non gradisci o se difendi i tuoi diritti di riservatezza dagli altri che ti assalgono con domande per sapere della tua vita privata.
Sarai accusato di giudicare gli altri solo perché esprimi la tua opinione e perché reagisci all’ipocrisia.

Se sei te stesso avrai una vita difficile, troverai tante persone antipatiche e asfissianti da sopportare. Troverai poche persone vere, che ti assomigliano nel fatto di essere se stessi. Saranno loro il premio di tanti prezzi da pagare, saranno loro ad essere tuoi amici, in grado di apprezzarti proprio perché sei te stesso.

Dunque sii te stesso, tanto per gli altri non cambia niente, qualunque cosa dirai, qualunque azione compierai, se starai zitto o non farai niente, sarai giudicato e contestato. In ogni caso.

Sei te stesso però un’altra cosa non cambierà: la dignità di poterti guardare in faccia ogni volta che incontri uno specchio.

Sii te stesso tanto non cambia niente, ma ti piacerà così com’è.

Umani analogicamente liberi

Ovviamente non è possibile far finta che il mondo digitale non esista, sarebbe un atteggiamento da ipocriti. Non per questo però dobbiamo farci inghiottire completamente dal vortice del digitale, del bombardamento di informazioni in tempo reale che subiamo, della nebbia che intenzionalmente viene fatta calare davanti ai nostri occhi.
Dovremmo poter riuscire a svuotare la mente da tutta quella sporcizia culturale. Oggi siamo vittime del sistema dell’informazione, la così nominata Rivoluzione informatica. Viviamo nell’era della manipolazione delle popolazioni attraverso le statistiche prelevate sull’uso che facciamo dei dispositivi informatici e della nostra leggerezza con cui condividiamo ogni parte del nostro pensiero e ogni evento della nostra vita.
Stiamo alimentando un mostro digitale che rielabora la nostra sfera privata e ne tira fuori statistiche e informazioni utili per poterci manovrare attraverso il bombardamento dei famigerati media.

Se lasciamo che ci rendano ipocriti, rendiamo più facile il gioco ai sistemi sociali. Ci convincono di certe idee, catturano la nostra attenzione facendoci voltare da un lato e nel frattempo ci derubano della nostra libertà dall’altro.

Per questo motivo credo fermamente che una rigida persistenza nel nostro naturale stato analogico, sia la cura contro questa piaga culturale di cui siamo vittime, spesso senza rendercene conto.

Sto cercando di concentrarmi sempre più sullo status naturale dell’uomo, cercando di evitare troppi contagi informativi, ricercando i veri contatti, umani.

Mi piacerebbe sapere quanto questo pensiero sia sentito anche da altri, perché purtroppo mi rendo conto di essere immerso in un cerchio di persone di cui la maggior parte è alienata e superficiale.
Vorrei dimostrazione del contrario.