Murakami Haruki – In un posto dove potrei trovarlo


[. . .] Ma non ho risposto alla sua domanda. Il signor Kurumizawa e io non abbiamo mai parlato di argomenti tanto seri. Abbiamo solo scambiato chiacchiere sul tempo, sul regolamento condominiale… cose del genere.

– Capisco. Mi scusi per averle fatto perdere tempo, gli dissi.

– A volte non abbiamo bisogno di parole, -prosegui lui, come se non mi avesse sentito. -Sono le parole, va da sé, che hanno bisogno della nostra presenza. Se noi sparissimo, le parole non avrebbero più motivo di esistere. Non è d’accordo? Diventerebbero parole eternamente inespresse, e le parole inespresse smettono di essere parole.

– Ha proprio ragione, – concordai.

– È un concetto sul quale vale la pena di pensare e ripensare di continuo.

– Sembra un precetto zen.

– In effetti, – disse il vecchio annuendo.

Dopo aver finito di fumare la sigaretta, si alzò e si avviò verso il suo appartamento.

– Mi stia bene, – fece.

– Arrivederci, – gli risposi.

[. . .]

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