Italo Calvino – Il castello dei destini incrociati

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Dunque, l’inizio della stori poteva essere questo: il cavaliere, appena seppe d’avere i mezzi per brillare nelle corti più sfarzose, s’affrettò a mettersi in cammino con una borsa colma di monete d’oro, per visitare i più famosi castelli dei dintorni, forse col proposito di conquistarsi una sposa d’alto rango; e accarezzando questi sogni, s’era inoltrato nel bosco.
A queste carte in fila, se ne aggiunse una che annunciava certamente un brutto incontro: La Forza.
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Aldous Huxley – Le porte della percezione (Paradiso e Inferno)

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La maggior parte degli universi-isole sono sufficientemente simili l’un l’altro da permettere la comprensione deduttiva, o anche la mutua empatia o il “sentirsi dentro”. Così, ricordando i nostri lutti e le nostre umiliazioni, possiamo metterci (sempre, naturalmente, in senso leggermente pickwickiano) al loro posto. Ma in alcuni casi la comunicazione tra gli universi è incompleta o addirittura inesistente. La mente è il suo proprio posto e i posti abitati dal pazzo e dall’individuo dalle doti eccezionali sono tanto diversi dai luoghi dove vivono uomini e donne comuni che vi è poco o niente di terreno comune, per quanto riguarda la memoria, da servire come base per comprendere o seguire i sentimenti. Le parole vengono pronunziate, ma non chiariscono. Le cose e gli avvenimenti ai quali i simboli si riferiscono appartengono a regni dell’esperienza che si escludono a vicenda.
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