Personalità e relazioni, un puzzle alla Picasso


In base al contesto e alla compagnia le persone assumono atteggiamenti anche non propri. O meglio non assumono gli atteggiamenti che solitamente gli vengono attribuiti, ma forse è lì che si nasconde il vero.

Osservo spesso le persone, come si atteggiano e posizionano nei gruppi. A dire il vero già dal gruppo che si sceglie o da cui siamo scelti si capiscono molte cose. Sembra quasi che per una qualche legge di compensazione dove ci sia una falla la si voglia colmare. Un gruppo di persone che nutrono il bisogno di un leader lo vanno a cercare, oppure di una vittima da perseguire, la trovano in un batter d’occhio. Esistono molti tipi di personalità, e ognuno trova il posto che più gli si addice.
Spesso tutto questo succede inconsapevolmente, anzi a dire il vero l’idea razionale che si ha può risultare il contrario della realtà evidente. Bè non in tutti i casi è così, ma se rimaniamo nella media, in tanti casi sarà così.

Conosco maligni, incompresi, seguaci, leader, presuntuosi, vittime di professione, viscidi, stronzi naturali e stronzi dipinti. Teste vuote o EEG piatto. Coglioni, finti coglioni, falsi, falsi come una banconota da 7,59 euro (col 9 periodico), amebe, zombie, scellerati, volgari, sessisti, idioti. Genitori di tutti, crocerossini, menefreghisti, comici, simpatici, onesti, bocche della verità, serii, professionali, razionali, affettuosi, morbosi, bastardi, generosi.
Sia maschi che femmine, perché quando si parla di personalità non c’è distinzione di genere, proprio alcun genere, né razza, forse nemmeno distinzione di specie. Il bello è che difficilmente si trova un tipo puro di personalità, e vengono fuori i mostri più impensabili: stronzi naturali presuntuosi e viscidi, maligni falsi leader incompresi, vittime viscide e stronze naturali, teste vuote volgari idiote false.
Chi più ne ha prima impari ad evitarli.

Allo stesso modo in cui qualcuno – Arlecchino? – diceva la verità burlando, sembra un puzzle comico ma anche un incubo. Sta di fatto che credo sia la realtà.

Ogni personalità è più debole o più forte, con carattere marcato o meno, con più qualità positive o più difetti, con capacità comunicative o meno. Ognuno calca la propria impronta sugli altri, ovvero nelle relazioni.

Osservando gli altri a me capita molto spesso di sgomentarmi o di arrabbiarmi piuttosto che rasserenarmi. Meno male ci sono le persone vere, leali e di cui ci si può fidare. Ma la parte difficile, o per alcuni appassionante – per me stressante – è dover combattere ogni giorno con l’altra parte di individui.

Si dice che in natura serva per la sopravvivenza e per la selezione della specie, riuscire ad adattarsi e superare le difficoltà.
Una teoria molto interessante, magari pure con fondo di verità. Però diciamolo: che palle!

Viene naturale domandarsi come si è.
Quanto è forte la tua personalità?
Ti fai corrompere facilmente e segui la massa? O sei lupo solitario? Oppure leader? O sei il genitore del mondo? Sei idiota e non ti rendi conto?

Ma soprattutto: quanto sei coerente con te stesso?

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