Fonte di luce

Ti guardo mentre danzi

nella luce del Sole
che brilla dentro te
Sei fonte di Luce
dentro me
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Dono

ti dono
il caldo del sole
la musica del tuono
la carezza del vento
il seme dei fiori
delle terra il fermento
delle colline i colori
il fresco della pioggia
la sete delle radici
la luce dei cristalli
i canti felici
la corsa dei cavalli
il volo dell’aria
ti dono

Rispetto-deficienti alla cassa 7!

Al supermercato con l’ascia di guerra tra i denti? No dai… meglio sotterrarla ed essere superiori!
Sono stato al supermercato come al solito a fare un po’ di spesa per riempire di cibo il luogo più fresco della casa e questa volta il solito monotono zig zag tra gli scaffali si è concluso con una vicenda sconcertante quanto sorprendente quanto sciocca ma altrettanto irritante.
Di solito alla cassa, dove le distanze tra le persone presenti si accorciano, si creano relazioni, scambi di comunicazione su vari canali o anche niente. In tutto il supermercato di solito la cassa è la zona dove abbiamo modo di osservare più da vicino il tipo di comportamento che hanno gli individui che incontriamo.
Non è raro incontrare cortesia e collaborazione. Ci sono coloro che fanno passare avanti chi ha pochi articoli, chi addirittura instaura conoscenze o intraprende brevi dialoghi su vari argomenti, chi aiuta le persone più anziane a imbustare la spesa o a tirar su le cose pesanti. Mi è capitato vedere persone che scrutano la spesa altrui, forse per confrontarsi silenziosamente con l’altro. Ho anche visto persone tristi e silenziose attendere alla cassa come zombie in fila per l’uscita notturna dal cancello del cimitero. E forse questa a dire il vero è l’immagine più frequente che si vede riflessa nelle persone che fanno la spesa e che sempre più spesso è impressa nello sguardo dei cassieri. L’alienazione fa da padrona nel regno dei valori materiali. Non è così?
Credo che tutti dovrebbero comportarsi rispettosamente verso i modi, tempi e spazi degli altri e lasciare ad ognuno il proprio spazio. Non soltanto nei negozi, è chiaro. Ma questo è uno di quei pensieri che… possono essere chiamati utopie. Tutti possono commettere errori, essere di cattivo umore, ci mancherebbe altro. Non tutti sono in grado di comunicare in maniera pulita, neppure a me riesce sempre, ma altrimenti non saremmo umani. Però se il rispetto c’è non ha bisogno di esser comunicato, lo si percepisce nell’aria come fosse un profumo.
Bè io stavolta ho percepito un fetore acido e pesante.
Col cestino quasi pieno mi avvicino alle casse, cerco quella che mi sembra meno ingolfata e cedo all’attesa del mio turno. Sì, il cestino perché per me il carrello è scomodissimo da spostare, troppo ingombrante e troppo capiente per la mia spesa. Di solito faccio rifornimento per pochi giorni, al massimo una settimana e un cestino diventa poi un paio di borse di spesa, sufficienti per l’occorrente e comode da trasportare. In fila tiro fuori il cellulare e per passare il tempo leggo le ultime mail ricevute:il solito spam, un paio di barzellette e la ricevuta di un fax della disdetta dell’assicurazione. In un tempo che a me è sembrato breve mi sono ritrovato vicino alla cassa ed era quasi il mio turno per iniziare a caricare il nastro trasportatore.
E’ mia abitudine porre il divisorio, se non lo fa il cliente che mi precede, e il signore che ho davanti lo pone alla fine del suo carico. Attendo che lo spazio sia di almeno una ventina di centimetri, così a occhio, giusto per poter iniziare e…
“Scusi, si faccia un po’ più avanti che mi devo avvicinare.”
“Sì, prego…” rispondo e mi scanso un po’ più avanti.
Una signora che avrà avuto diciamo una sessantacinquina d’anni portati male, inizia a spostare la spesa dal suo immenso e colmo carrello sulla banda metallica che c’è all’inizio di ogni cassa. Subito ho pensato “ma quanta fretta!” ma fino a lì, da persona tollerante come sono, non c’era niente di strano se la signora occupava la banda iniziale della cassa “cosa vuoi che sia” ho pensato.
Poi l’inaspettato.
Questa tizia, con velocità e con fare insolente stava occupando anche il nastro e praticamente mangiava tutto lo spazio che pian piano si creava per la mia roba. Sono riuscito a mala pena a fare una fila strimizzita di articoli che subito (che mi sia permesso) questa befana mi ha occupato tutto lo spazio e sono rimasto con metà cestino ancora da svuotare.
Dico “Scusi! Ma devo mettere anche io la spesa qui sopra.”
“Ma vedrà che lei ha meno roba!”
Con sguardo allibito guardo la cassa, e mi giro verso il signore davanti a me che aveva posizionato il divisorio e con lo stesso sguardo allibito, lo sguardo che avrebbe un russo a cui si parlasse siciliano stretto, guardo lui per qualche istante (lo scambio di sguardi era praticamente traducibile con “ma che cazzo fa questa?!”. Sì, diciamo che rende l’idea).
Non dico quanta irritazione e poi rabbia è salita dentro le mie arterie, mi pulsavano le carotidi a ritmo di samba. Stavo perdendo il controllo. Ancora con metà cestino da svuotare, ho oscillato per diversi secondi tra la voglia di sparecchiare il nastro dalla roba di quella befana impertinente, schiacciargliela tutta con il cestino o… cercare il modo di non passare dalla parte del torto ed evitarla, cercando di evidenziare il suo comportamento scorretto e di essere superiore.
Alla fine ho optato, a fatica, per la terza possibilità e comunque ho praticamente finito di scaricare la mia spesa sopra la spesa della ‘ladra di spazio’ e ‘rispetto-deficiente’. Senza degnarla di uno sguardo ho riposto il cestino vuoto sotto la cassa e ho atteso che il signore davanti a me pagasse e ho chiesto gentilmente alla cassiera…
“Potrebbe gentilmente bloccare un attimo il nastro?” il nervosismo mi sbucava da tutti i pori.
La cassiera non capiva, forse credeva fosse tutta una spesa. Deduzione più che comprensibile…
“Le chiedo questa cortesia, altrimenti non riesco a separare la mia spesa.”
“Va bene così?”
“Sì, grazie…” la mia irritazione era ormai lampante.
“Ma non capisco…” incerta e un po’ incredula.
“NEMMENO IO!” ho detto ruggendo e alludendo evidentemente alla befana rispetto-deficiente.
Finalmente metto il divisorio, imbusto la spesa, pago, saluto la cortese cassiera che ha compreso la situazione e mi augura anche una buona serata, ed esco con i fumi dell’ira sbuffanti dagli orecchi. 
Ora ci ripenso e credo di aver fatto bene a comportarmi così, ho evitato una sfuriata esagerata perché alla fine non mi avevano puntato un coltello alla gola, ma allo stesso tempo almeno non ho permesso a quella persona maleducata e impertinente di passarla completamente liscia. Sono contento anche di aver evitato uno scontro diretto con una persona che reputo poco intelligente, incapace di aspettare una quarantina di secondi, ma anzi pure trenta sarebbero stati sufficienti, e alla fine forse anche inconsapevole del proprio comportamento.
Da una parte mi sono pentito di non aver sparecchiato il nastro, perché ogni tanto un po’ di caos nella vita ci vuole, ma preferisco che le persone mi ricordino per eventi divertenti, non per le mie rare ma intense e definitive reazioni da pesante incazzatura.
E ora un consiglio utile: mai invadere la “strisciolina di nastro” altrui! :o)

Come ti senti

Se senti di essere pioggia hai Mare di lacrime…

Se senti di essere sole hai Mare in cui specchiarti…
Se senti di essere vento c’è Mare con le onde ruggenti…
Se senti di essere nebbia… c’è Mare a cullarti…
Se senti di essere cielo stellato…c’è Mare ad ammirarti…
Se senti di essere Neve… c’è Mare che si fonde con te…