Erich Fromm – Anatomia della distruttività umana


… una specie di lusso che ci su può concedere dopo che sono stati soddisfatti i bisogni normali, “inferiori”. La gente si è suicidata per l’incapacità di realizzare la propria passione di amore, potere, fama, vendetta. Virtualmente inesistenti sono i casi di suicidio per insoddisfazione sessuale. Queste passioni non-istintuali eccitano l’uomo, lo accendono del loro fuoco, rendono la vita degna di essere vissuta; come disse una volta von Holbach, il filosofo dell’Illuminismo francese: “Un homme sans passions et désirs cesserait d’être un homme”(“Un uomo senza passioni e desideri smetterebbe di essere uomo”).

In questo libro Fromm propone un viaggio alla scoperta dell’origine e delle motivazioni dell’aggressività distruttiva umana. Partendo dal punto di vista degli istintivisti (Freud e Lorentz) in contrapposizione con i comportamentisti (Skinner), passando per le osservazioni sui primati e altre specie animali, trova similitudini e differenze con la specie umana. Il grande punto interrogativo si focalizza sul perché l’uomo rimane l’unico essere vivente che commette atti di aggressione intraspecifica fino ad uccidere. L’obbiettivo che si pone l’autore è di dimostrare che nella natura umana l’aggressività distruttiva non è una caratteristica innata, ma acquisita nel corso dell’evoluzione a causa di vari fattori concomitanti. L’intreccio tra le più diverse scienze, dall’antropologia alla neurologia alla psicanalisi, porta alla sorgente di uno dei più interessanti enigmi sulla natura umana. Interessante è anche la dettagliata panoramica sui vari tipi di aggressione, e le rispettive condizioni in cui essi si presentano, che permette di delineare un quadro completo di tutti gli aspetti della distruttività.
Infine, Fromm pone attenzione specifica sull’esame della personalità di due personaggi noti che hanno manifestato in scala mondiale il proprio carattere distruttivo e necrofilo: Heinrich Himmler e Adolf Hitler. Le rispettive descrizioni dei due personaggi storici sono molto accurate e offono un punto di vista molto ravvicinato con la loro natura.
Molto significativo risulta l’epilogo “sull’ambiguità della speranza” in cui l’autore esprime la propria visione in linea con il proprio progetto, ahimè utopico, per un mondo migliore.
Da non trascurare sicuramente è l’appendice dedicata ad una revisione e critica della teoria Freudiana in merito ad aggressività e distruttività nell’uomo.

Per leggere qualche brano:

Centinaia di Hilter

Epilogo sull’ambiguità della speranza


Ambedue i testi sopra citati sono stati tratti da “Anatomia della distruttività umana” di E. Fromm – Oscar Mondadori

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